“Jaspers analizza in un saggio del 1922 Genio e Follia il rapporto esistente tra la schizofrenia e la genialità.”
“Psichiatria e filosofia trovano, in Jaspers, il loro accordo attorno ad una sola parola. La parola è <Schizofrenia>, la mente (PHREN) scissa (SCHIZO) in due mondi, l’uno si rivede e disperde nell’altro senza che sia più possibile capire quale dei due sia il mondo vero.”
“Tuttavia, questo scacco, questa sconfitta, offrirebbe uno stimolo in chi possiede del talento artistico, facendo affiorare velatamente la trascendenza, propria del principio primo, di Dio. Quindi, questa ultima per esplicitarsi ha bisogno del dato sensibile, ed il dato sensibile da contingente diventa necessario, ma il punto fondamentale è che la trascendenza non può identificarsi completamente attraverso un dato sensibile, ma si costituisce attraversando il dato sensibile. Se l’elemento di trascendenza facesse tutt’uno, fosse <inchiodabile> ad un dato sensibile, allora questo ultimo ci direbbe quel contenuto di verità e solo quello. Invece il dato sensibile è in grado di darci significati sempre nuovi e diversi, senza identificarsi con alcun significato determinato, con un <più> determinato, allora quel <più> perderebbe la caratteristica della trascendenza, sarebbe immanente al dato sensibile.”
“Come Dioniso, che, nato da Semele, colpita dal fulmine di Zeus, trasmette il fuoco divino ai mortali nella bevanda benefica, così il poeta accoglie la folgore divina e offre, sotto forma di canto, ciò che sarebbe mortale senza questa trasmutazione.”
“Ma l’uomo che non teme la profondità dell’abisso e che non difende con terreni solidi e sicuri, può accedere alla schizofrenia perché è dell’uomo abitare la dimensione frantumata dell’essere che, inaccessibile nella sua originaria unità, si concede ad esso solo come lacerazione.
Possiamo pensare la storia come un tentativo, mai interrotto, di ricomporre questa lacerazione, possiamo pensare la religione come una proiezione nell’al di là del desiderio di ricomposizione, dobbiamo pensare all’arte e alla filosofia come proclamazione alta e forte della incomponibilità di questa lacerazione, da cui l’uomo è nato come frammento scisso tra la terra e il cielo per dirne tutta la distanza.”
“Di questo sono capaci i folli che già Platone segnalava <abitati dal dio>. Essi descrivono la condizione umana caratterizzata da quella <totale assenza di protezione> che la ragione tenta invano di mascherare col calcolo e col progetto, con la previsione e con l’anticipazione, per cui l’uomo occidentale, educato da quel tipo di <ragione>, non osa più sporgere nell’Aperto e arrischiare sensi imprevisti.” Umberto Galimberti
“Per Jaspers, non esiste il filosofo di professione. Grande filosofo può essere per lui uno scienziato, un poeta, un artista, un uomo religioso.”
“Jaspers esamina quattro malati, schizofrenici dotati di grandi capacità intellettuali: Strindberg, Swedenborg, Hölderlin ed infine Van Gogh.”
“E’ facile per noi comprendere il contenuto delle esperienze di Strindberg e di Swedenborg, poiché esso si esprime in maniera oggettiva. Le espressioni di quegli altri malati, il cui contenuto è esclusivamente soggettivo, non possiamo comprenderlo, a nostra volta, che riferendoci alla forma, al ritmo, all’immagine. Avvertiamo il suo significato profondo, ma non ci è possibile formularlo, sentiamo solo la sua scossa. Ciò che a un’analisi oggettiva appare <incoerente> può essere sentito soggettivamente come carico di senso.”
Efeito-Gogh: “La terra dei paesaggi pare vivere, si solleva e s’abbassa in onde, gli alberi sono come fiamme, tutto si torce e si tormenta, il cielo palpita. I colori ardono.”
